Posted by admin | Posted in Notizie | Posted on 05-01-2010
Ha sconfitto la flotta Nato, nulla ha potuto contro la furia del mare in tempesta. “Elisa”, il peschereccio di Luciano Marica, a bordo del quale è stato tra l’altro girato “Piccola pesca”, il film di Enrico Pitzianti sulla lotta dei pescatori del Sulcis contro i divieti imposto dalle esercitazioni militari a Capo Teulada, è colata a picco all’imboccatura del canale di Porto Pino. Affondata da onde gigantesche che, con il mare forza 10 sospinto da potenti raffiche di ponente prima e libeccio poi, hanno mandato sott’acqua altri due
pescherecci, danneggiato una decina di piccole imbarcazioni, gommoni e chiattini divelto pesanti blocchi di trachite dalle banchine d’attracco del canale e, soprattutto, quasi cancellato le spiagge di Porto Pino, nel litorale di Sant’Anna Arresi.
Una furia della natura che, in poche ore, ha spazzato via una vita di sacrifici, provocato centinaia di migliaia di euro di danni e rilanciato l’urgenza di una barriera protettiva all’imboccatura del canale-porticciolo.
In piedi sul molo, Luciano Marica, 55 anni, oltre quaranta dei quali spesi in mare, rigira tra le mani una grande bussola. Insieme a qualche metro di cime d’ormeggio e un galleggiante luminoso sono ciò che resta della sua “Elisa”. La motobarca di oltre 10 metri e più di otto tonnellate di stazza è adagiata su un fondale di tre metri all’ingresso del canale. Accanto, i resti della cabina di comando squassata dalla violenza del mare. «Non ho più nulla. Una vita di sacrifici e duro lavoro spazzati via in un attimo», racconta Luciano. Ma poteva anche andare peggio. Nel tentativo di salvare la sua barca, infatti, Marica non ha esitato a rischiare la vita gettandosi in acqua. «Non è servito a nulla. Ma non mi abbatto, sono abituato a combattere. Ne sono convinto, presto riprenderò il mare», assicura. Del resto una tempesta così brutta, a Porto Pino, si era vista solo nel 1984. Anche allora i danni furono ingenti, ma non come questa volta. La violenza delle onde (alte anche più di quattro metri) non ha risparmiato nulla. La risacca ha eroso le spiagge fino al margine della pineta. I parcheggi sono stati trasformati in giganteschi acquitrini. I natanti ormeggiati lungo i bordi del canale sono stati squassati da onde incredibili. Altre due barche (oltre a quella di Marica) sono finite a fondo, molte di più quelle con seri danni agli scafi. «È stata dura. Per ore abbiamo lottato per salvare le nostre barche dalla furia del mare con onde che, all’interno del canale, – riferisce Sandro Figus, altro pescatore di Sant’Anna Arresi – hanno superato di un metro il livello delle banchine». Nessun danno, invece, ai lavorieri degli stagni. Ma con le mareggiate, a Porto Pino, è arrivata anche l’onda lunga delle polemiche. «Tutto ciò si poteva evitare. Con i lavori del canale si è allargata troppo l’imboccatura e, poi, – ha attaccato Paolo Dessì, rappresentante del Comitato di Porto Pino del Pdl – bastavano pochi camion di massi per rinforzare i moli, invece di utilizzare i fondi per piantare palme lungo le banchine». Accuse che il suo omonimo, sindaco di Sant’Anna Arresi, ha rispedito al mittente. «Se non fosse stato per i lavori eseguiti sinora – ha sottolineato Paolo Dessì – i danni sarebbero stati ben più ingenti. Ora, ottenute tutte le autorizzazioni e con il milione costruiremo la barriera frangiflutti». Fonte:Unionesarda