Posted by admin | Posted in Notizie | Posted on 08-05-2010
Più che un tour elettorale, una via crucis nei luoghi simbolo della crisi industriale del Sulcis. Pierluigi Bersani, segretario nazionale del Pd, accompagnato dal candidato del centro-sinistra per la Provincia, Tore Cherchi, e da tutto lo stato maggiore del partito, inizia la visita dal Ponte per il Lavoro della Rockwool sulla 130.
Parla con i lavoratori, ascolta l’ansia di chi non sa più che futuro garantire alla famiglia, da quando la Rockwool ha deciso di trasferire altrove la produzione di lana di roccia. «Qui operano molte multinazionali e il territorio subisce forti scompensi per l’azione di queste società che comprano, non fanno investimenti e poi fuggono – dice Bersani – ci vuole grande attenzione e incoraggiare gli investimenti di nuovi imprenditori, non abbandonare i lavoratori». Dalla lana di roccia di Iglesias alle industrie di Portovesme. L’appuntamento è all’Eurallumina dove, dice un operaio guardando quegli impianti fermi da più di un anno, « il silenzio della fabbrica è assordante». Nella sala assemblee ci sono operai di tutte le fabbriche, i minatori della Carbosulcis, tanti lavoratori delle piccole imprese. A turno raccontano a Bersani delle loro fabbriche: c’è l’Eurallumina chiusa da più di un anno, così come la Otefal, con i lavoratori in cassa integrazione e senza certezze sul riavvio; c’è l’Alcoa, che fino a qualche mese fa aveva in serbo per Portovesme una fermata temporanea e ora deve sciogliere le riserve sul futuro; c’è la Portovesme srl, che avrebbe un piano industriale ma l’accordo di programma con lo Stato ancora non si è concluso.
Prende parola Tore Cherchi, molto applaudito dagli operai: proprio da un gruppo di lavoratori dell’Eurallumina era partita una raccolta di firme per convincere il sindaco di Carbonia a scendere in campo. Cherchi nomina le emergenze una per una, i problemi e gli ostacoli con cui i lavoratori devono fare i conti. « Il lavoro deve diventare un tema centrale, fondamentale – dice Bersani – se c’è un lavoratore che difende il suo posto di lavoro, sta difendendo il suo salario ma anche un pezzo di tessuto industriale del Paese. Se i lavoratori dell’Alcoa non avessero fatto la battaglia che tutti conosciamo, probabilmente quella partita sarebbe finita: con la vostra lotta avete reso un servizio al paese». Ovazione dalla platea, il ricordo delle lotte di qualche mese fa è ovviamente ben presente tra i lavoratori. Il segretario del Pd si sofferma anche sulla vertenza Eurallumina: «Telefonate a parte, sarebbe servita maggiore serietà dal Governo – dice Bersani, riferendosi alla telefonata di Berlusconi a Putin – queste questioni non si regolano con telefonate d’amicizia, bensì facendo appello ai rapporti bilaterali che esistono tran Italia e Russia. E ovviamente sarebbe meglio se si superassero tutti gli ostacoli, giusto per togliere gli alibi alla multinazionale». La visita di Bersani nel martoriato polo industriale finisce con l’urlo ritmato ed unanime dei lavoratori: « L’Eurallumina deve riaprire».

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Posted by admin | Posted in Notizie | Posted on 03-04-2009
Posted by admin | Posted in Notizie | Posted on 27-03-2009
Fabbriche che chiudono, lavoratori delle piccole imprese senza la certezza di un assegno minimo di cassa integrazione, stabilimenti che fermano linee produttive in attesa di tempi migliori, altri sull’orlo della catastrofe per la vertenza irrisolta dei costi energetici: è da mesi che la questione Sulcis è diventata emergenza, ma le soluzioni non arrivano e il territorio assomiglia sempre di più a una bomba di disperazione pronta ad esplodere. Per molte persone infatti al dramma di essere rimasti senza lavoro non è ancora corrisposto il riconoscimento della cassa integrazione: le bollette si accumulano, mandare a scuola i figli è quasi un lusso, fare la spesa giorno per giorno diventa un problema. È l’economia reale che tocca con mano la crisi finanziaria mondiale, ma sono soprattutto lavoratori e famiglie che fanno fatica a sopravvivere.
La fabbrica di proprietà della Rusal è ferma ormai da due settimane, dal primo aprile partirà la cassa integrazione per 350 operai diretti. E qui si fermano le certezze: non si sa se e quando la fabbrica sarà riavviata. Oggi a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, si terrà un incontro tra rappresentanti di diversi ministeri, Regione, sindacati, Rusal ed Eurallumina per parlare del protocollo d’intesa, finalmente in modo ufficiale. Il Governo presenterà le sue proposte per provare a trattenere la Rusal, i russi dovranno scoprire le carte e dire cosa intendono fare della raffineria di allumina di Portovesme, acquistata nel 2007. Ieri il caso-Eurallumina è stato trattato dalla trasmissione di Rai Due Anno Zero , un modo per conquistare la ribalta nazionale e far conoscere la storia della fabbrica, che fino a qualche anno fa produceva un milione di tonnellate di allumina mentre oggi è ferma, chiusa dopo più di trent’anni di onorata attività. Tra i lavoratori la tensione è tanta, ma è ancora più problematica la situazione dei 200 lavoratori degli appalti che non sanno ancora se e quando riceveranno la cassa integrazione.
Situazione analoga alla Otefal Sail, dove i lavoratori sono senza un soldo da dicembre. « Noi non percepiamo nulla – dice Remo Fantin, un dipendente – ma intanto le bollette continuano ad arrivare e le spese non mancano. Ormai per tutti è una situazione insostenibile, e purtroppo ancora non abbiamo nessuna notizia sulla cassa integrazione, così come sulle prospettive dello stabilimento». Ieri si sarebbe dovuto svolgere un vertice alla Regione tra organizzazioni sindacali e assessorato al Lavoro proprio per discutere di ammortizzatori sociali, ma l’incontro è stato rinviato.
ALCOA E PORTOVESME SRL Anche le altre due grosse aziende di Portovesme, Alcoa e Portovesme srl, sono in grande sofferenza. La fabbrica di piombo e zinco di proprietà della Glencore ha già fermato l’impianto Waelz a metà febbraio, mentre a maggio fermerà la linea di produzione del piombo: i cassintegrati complessivi tra lavoratori diretti e degli appalti, coinvolti nelle due fermate, saranno circa 500. Qualche giorno fa la Provincia ha dato il via libera all’Autorizzazione Integrata Ambientale per stoccare fino a 150 mila tonnellate di fumi di acciaieria; l’autorizzazione per lo stoccaggio dei fumi era uno dei quattro punti indispensabili indicati dalla Glencore. Decisione fortemente contestata da Angelo Cremone, consigliere di minoranza a Portoscuso, che oggi presenterà un esposto contro la concessione dell’Aia data dalla Provincia. Aperture sul fronte eolico: il sindaco di Gonnesa Pietro Cocco ha scritto una lettera in cui si ribadisce che il Comune di Gonnesa è disponibile ad analizzare il progetto perché sensibile alle tematiche del lavoro e favorevole alle energie rinnovabili e all’utilizzo delle fonti rinnovabili per l’autoproduzione, come nel caso del progetto della Portovesme srl.
Anche all’Alcoa l’aria è abbastanza pesante: nei giorni scorsi il numero uno europeo di Alcoa Europa per l’alluminio primario ha ribadito a Portovesme la necessità di contenere ulteriormente i costi, mentre in un incontro con la Rsu il responsabile di Alcoa Italia ha sottolineato quanto sia urgente l’approvazione del Virtual Power Plant che darebbe il via libera alle tariffe speciali per l’energia elettrica.
Le emergenze sono tante, i lavoratori coinvolti nella crisi sono tantissimi e mai come adesso il polo metallurgico di Portovesme è stato in pericolo, messo fuori gioco dal crac dei metalli e dalle carenze infrastrutturali croniche, mai risolte.
Fonte: Unionesarda

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