Crisi Alcoa, c’è aria di mobilitazione

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Posted by admin | Posted in Notizie | Posted on 11-01-2010

Strategia inaccettabile. A qualsiasi livello, dal Governo centrale agli amministratori del territorio, la decisione unilaterale dell’Alcoa di passare al piano B – cassa integrazione e, si teme, progressivo allontanamento dall’Italia – scatena una reazione compatta. Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola resta in attesa, per ora, di un segnale più morbido da parte della compagnia americana, ma da domani terrà sotto controllo la situazione quotidianamente.
Dopo le dichiarazioni forti del capo dell’esecutivo regionale Ugo Cappellacci e del presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo – «pronti a mobilitazioni anche dure al fianco dei lavoratori» – arriva un’altra presa di posizione, quella del deputato del Pdl Salvatore Cicu, che del ministro Scajola è uno dei più consiglieri: «Se azioni di forza ci dovranno essere, saranno di reazione solo a una chiusura netta», dice, sottolineando «il grande senso di responsabilità e di equilibrio» mostrato in questi giorni dai sindacati e dai lavoratori. Un filo di speranza per una parziale marcia indietro dell’azienda c’è ancora, dice Cicu, «il Governo ha fatto tutto quello che poteva e doveva». Ecco perché, dice Cicu, «continua ad avere l’aspetto di “preconfezionata” la decisione di avviare la procedura di cassa integrazione dei guadagni, per i lavoratori».
ACCORDO BILATERALE Nella recente interrogazione aI ministro Scajola, il deputato sulcitano Mauro Pili (Pdl) chiedeva che «Governo e Regione convincano le società elettriche a sottoscrivere un accordo con l’Alcoa, perché la chiusura della fabbrica di Portovesme aprirebbe in Sardegna uno scontro sociale senza precedenti e la ricaduta economica sarebbe devastante». Secondo Pili «Governo e Regione hanno l’autorevolezza e gli strumenti per indurre le società produttrici di energia elettrica, l’Enel e EOn a sottoscrivere una intesa bilaterale che vada a sommarsi alle altre misure, ancora non vagliate della Commissione europea, messe a punto dal Governo per riportare il costo dell’energia alla pari delle altre realtà europee». Lo scenario è di semplice lettura: Alcoa, dopo la pesantissima sanzione inflittale dall’Unione Europea, non vuole rischiare ancora. E senza un accordo che garantisca (realmente) le tariffe concorrenziali, preferisce minacciare tagli e chiusure.
LA MOBILITAZIONE Serve un segnale forte per contrastare da un lato «le scelte delle multinazionali, come l’Alcoa, che vogliono scappare dall’Isola» e dall’altro per chiedere «al Governo nazionale di predisporre un Accordo di programma quadro con la Regione, teso a rilanciare le attività produttive e industriali in Sardegna»: lo sottolinea il segretario regionale della Cisl, Mario Medde, che ha ribadito la necessità di una mobilitazione generale dei lavoratori sardi. È ormai certa, per le prossime settimane, l’iniziativa di mobilitazione generale dei lavoratori e pensionati sardi per sollecitare anche alla Regione una strategia di politica industriale «che rafforzi le richieste di risorse finanziarie e di nuove misure e strumenti a favore dell’Isola».
PARTITO DEMOCRATICO L’opposizione cavalca la delusione degli operai e chiama in causa Palazzo Chigi. «Esprimo la mia personale delusione e preoccupazione per il mancato accordo tra le parti sulla vertenza dell’Alcoa», dice il deputato Amali Schirru, «continueremo in Aula a pretendere una posizione netta del Governo affinché si diano all’azienda maggiori garanzie». La strategia: «Occorre che si concedano le necessarie agevolazioni delle tariffe elettriche per tempi più lunghi di quelli proposti, utili a riaprire un canale con l’Unione Europea». Le priorità: «Ribadiamo l’esigenza – sottolinea la Schirru – che da parte dell’azienda si riprenda con l’attività produttiva, condizione utile per il proseguimento dei tavoli di confronto che deve vedere impegnata urgentemente e concretamente, la Presidenza del Consiglio».
Sul fronte locale, il partito promuove da domani un presidio con gli operai e il coinvolgimento attivo del segretario nazionale del partito Pierluigi Bersani. Il Pd sardo si mobilita a sostegno della vertenza Alcoa, dopo l’accordo sfumato sul costo dell’energia e la minaccia di cassa integrazione per i duemila lavoratori sardi. L’impegno dei Democratici è stato ribadito ieri dal segretario regionale Silvio Lai, che ha partecipato all’assemblea in fabbrica a Portovesme ( di cui riferiamo in questa pagina ) incontrando poi i rappresentanti sindacali della Rsu assieme ai parlamentari Antonello Cabras e Francesco Sanna e al capogruppo in Consiglio regionale Mario Bruno. «Il Pd garantisce tutto il suo sostegno e apporto alla battaglia dei lavoratori Alcoa – ha sottolineato Lai – anche con la partecipazione fisica alle iniziative che saranno portate avanti in questi giorni». Il Pd – ha aggiunto – «sostiene e sosterrà questa vertenza coinvolgendo il segretario Bersani».

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Il Sulcis cerca la ricetta anti-crisi

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Posted by admin | Posted in Notizie | Posted on 01-08-2009

Un territorio unito dove l’industria deve andare a braccetto con turismo e agricoltura se si vuole il rilancio economico occupazionale. È in sintesi quanto emerso ieri mattina nell’incontro che si è svolto nella sala consiliare del Comune di Sant’Antioco nell’ambito degli incontri territoriali programmati dalla Regione per disegnare il programma di sviluppo 2009-2014. All’incontro hanno partecipato l’assessore alla programmazione e bilancio Giorgio La Spisa, il sindaco Mario Corongiu che ha fatto gli onori di casa, il presidente della Provincia Pierfranco Gaviano, rappresentanti sindacali e delle parti sociali, parlamentari e consiglieri regionali, provinciali e comunali.
I lavori sono stati aperti dall’assessore Giorgio La Spisa che ha presentato la relazione tecnica sulle specificità del territorio del Sulcis Iglesiante curata dal direttore del Centro di programmazione regionale Gianluca Cadeddu.

Poi si sono succeduti gli interventi dei partecipanti. Il sindaco di Sant’Antioco ha chiesto di liberare le aree bloccate dal vecchio piano paesistico per rilanciare il settore delle costruzioni, auspicando il superamento dei bandi per la concessione in uso delle aree minerarie dimesse con accordi di programma in modo da rilanciare il turismo. Il presidente della Provincia, Pierfranco Gaviano ha richiamato le emergenze del territorio ponendo l’accento sulla necessità di smantellare la burocrazia per applicare azioni concrete ripartendo dalla formazione universitaria.

Tutti i sindaci nei loro interventi hanno ribadito che il rilancio si deve coniugare con il turismo, le bonifiche ambientali, le infrastrutture stradali, ambientali e tecnologiche. Ma anche con la riqualificazione dei centri storici e con l’interconnessione delle reti idriche e il rilancio dell’agricoltura dove «il settore dell’agro alimentare – ha sostenuto il sindaco di Sant’Anna Arresi Paolo Dessì – potrebbe diventare volano di un nuovo sviluppo». Nel corso degli interventi è poi emersa l’esigenza di superare le difficoltà date dalla monocoltura industriale riqualificando i lavoratori con il rilancio dei corsi di qualificazione professionale. Polemico invece l’intervento del sindaco di Iglesias Pier luigi Carta che ha fatto notare, pur giudicandolo “una dimenticanza”, come nel documento sui dati della Provincia manchino Iglesias e i comuni vicini invitando la Regione a sbloccare le risorse e avviare i progetti dell’iglesiente. Mentre il sindaco di Perdaxius ha ribadito che bisogna superare i problemi che affliggono i comuni dalla notte dei tempi il sindaco di Carbonia Tore Cherchi ha auspicato che gli incontri servano a fare sintesi sulle cose da fare per dare gambe al piano Regionale di sviluppo chiedendosi se «l’Industria debba essere salvata, potenziata o superata».

«Non dimentichiamo certo il settore industriale – ha concluso l’assessore La Spisa – per cui ci stiamo impegnando ad attivare tutti i dispositivi affinché non venga disperso il patrimonio di posti di lavoro e professionalità acquisite. L’assetto del territorio è incentrato su industria e turismo che non sono in antitesi. Per i giovani, le possibilità offerte dai corsi universitari ambientali rappresentano una grande opportunità. I temi e le proposte presentate saranno esaminati ad agosto – ha concluso l’assessore – per redigere un elenco delle priorità da presentare poi a settembre a sindaci, sindacati, forze sociali e imprenditori». Fonte: Unionesarda

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