La crisi economica frena l’emigrazione

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Posted by admin | Posted in Notizie | Posted on 16-01-2010

La crisi è talmente estesa che fare le valige e salutare il Sulcis per cercare lavoro nel nord Italia non è più la priorità dei giovani di Carbonia. Crisi per crisi, meglio restare a casa in attesa di tempi migliori. Numeri alla mano, emerge infatti che nel corso dell’annus horribilis 2009, quello in cui la sfavorevole congiuntura economica si è fatta sentire di più, l’emigrazione si è quasi arrestata.

L’esodo verso le ricche regioni del nord ha subito un forte rallentamento: se negli ultimi anni i conti chiudevano con un centinaio di arrivi in meno rispetto alle fughe dalla città, stavolta invece il saldo è in svantaggio di sole 30 unità. In pratica, per la prima volta dopo tanto tempo, immigrazioni ed emigrazioni quasi si equivalgono: sono stati 303 contro 333. Un miracolo? Nonostante la crisi del polo industriale nel Sulcis, c’è più lavoro? Purtroppo, secondo alcuni dei protagonisti della vita amministrativa, politica e sociale, la verità è tutt’altra: la crisi era, ed è tuttora, talmente estesa che anche le rinomate condizioni favorevoli del nord Italia sono diventate un miraggio. Per Marco Grecu, segretario della Camera territoriale del Lavoro, «uno stipendio basta appena per l’affitto, mangiare e acquistare una scheda telefonica, a quel punto è evidente che da noi almeno il costo della vita non è così elevato e il sostegno famigliare non manca mai».

Per il vice sindaco e assessore alle Politiche sociali Maria Marongiu si intrecciano altre due spiegazioni: «Cominciamo a scontare ora l’onda lunga di quel decremento demografico iniziato una quindicina di anni fa, quindi l’esodo ha frenato anche perché ci sono meno giovani disposti a partire e quelli che rientrano non testimoniano esperienze entusiasmanti». In molte aree, anche all’estero, cominciano addirittura a vacillare alcune misure di tutela contributiva e previdenziale che rappresentavano una sicurezza per i giovani con la valigia. A quel punto, i dati del 2009 dimostrano che emigrare all’avventura ha poco senso.

«Se mancano – ha commentato don Gianni Cannas, parroco di Rosmarino, rione più popoloso di Carbonia – le basi per una vita decorosa allora è preferibile continuare ad appoggiarsi alla propria famiglia: per i trentenni senza lavoro resta pur sempre un dramma sociale, ma si può usufruire di una rete di solidarietà consolidata». Fonte Unionesarda

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