Posted by admin | Posted in Notizie | Posted on 25-05-2010
Settantadue case (per ora) virtuali. Sono quelle popolari (16) e a canone concordato (60) che Area dovrebbe realizzare: i contenziosi e i problemi che sinora le hanno bloccate sono, in un caso, a un passo dall’essere definiti, per un altro esiste invece il rischio che il numero degli alloggi diminuisca. Molto dipenderà dalle decisioni, a giorni, della Regione che potrebbe sbloccare situazioni congelate da anni. Riguardano due interventi molto attesi in città attesi: il cantiere di via Roux e i progetti per Bacu Abis e Cannas di Sotto.
Nella prima delle questioni aperte e vicine alla soluzione, Area sta costruendo 60 alloggi (30 bifamiliari) a canone convenzionato. Ma il cantiere è chiuso da tre anni dopo che sono sorti solo 15 edifici, lasciati peraltro allo stato grezzo. L’impresa d’appalto aveva abbandonato tutto dopo aver scoperto che la zona scelta per l’intervento di edilizia pubblica era edificabile solo in parte. Tre anni di contenziosi con l’impresa sono giunti al termine nei giorni scorsi con una definizione di massima dell’accordo di transazione. La ditta ha deciso di rinunciare alla richiesta di danni e di ulteriori pretese e riceverà alcune centinaia di migliaia di euro per i lavori svolti. A quel punto Area aggiornerà il progetto e ribandirà una nuova gara d’appalto. Bene che vada, tutta questa operazione dovrebbe concludersi entro l’anno. Ad attendere con impazienza sono le 250 famiglie che dal 2007 compongono la graduatoria per l’assegnazione di queste case che, per ora, esistono soltanto sulla carta.
Rischiano, invece, un drastico ridimensionamento i progetti relativi alle 16 case popolari che l’Azienda deve costruire nella frazione di Bacu Abis e a Cannas di Sopra, otto in entrambe le realtà. La situazione si è complicata non poco: le progettazioni sono rimaste ferme per circa cinque anni nell’ufficio tecnico comunale, sino a quando le concessioni edilizie non sono scadute. Per entrambi gli interventi l’Azienda aveva a disposizione 650 mila euro, che però non bastano più: con il passare del tempo, infatti, secondo le attuali stime di mercato quelle risorse si sono rivelate insufficienti per la costruzione di tutti gli alloggi ed inoltre il progetto di Bacu Abis ha subito delle modifiche. Risultato: i soldi stanziati in precedenza non soddisfano più l’investimento e la palla è ritornata alla Regione. Dovrà decidere se integrare il finanziamento portandolo a circa 800 mila euro per progetto oppure procedere con i fondi originari. Se dovesse prevalere la seconda ipotesi non nascerebbero più 16 appartamenti, ma bisognerà rinunciare alla costruzione di quattro o cinque alloggi.

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Posted by admin | Posted in Notizie | Posted on 11-11-2009
Pannelli solari per produrre acqua calda, angolazione dei muri delle verande per sfruttare il più possibile i raggi del sole, sistemi di raccolta dell’acqua piovana, vetri termoacustici isolanti. È con questa caratteristiche che nasceranno i venticinque nuovi alloggi a risparmio energetico che il Comune si accinge a costruire e a consegnare, dopo apposito bando, alle giovani coppie della città.
I PROGETTI Dopo diversi mesi trascorsi ad analizzare accuratamente le offerte, l’esecutivo ha infatti assegnato a un’impresa sarda, la Ge.Cag, la gara d’appalto da due milioni e mezzo di euro per l’edificazione di cinque edifici, da cinque alloggi ciascuno, che sorgeranno in un vasto spiazzo sterrato fra via Angioy e via Mazzini. La fase della burocrazia è agli sgoccioli, la parola sta per passare agli operai: «Dato che le procedure sono state espletate celermente entro la settimana – preannuncia l’assessore ai Lavori pubblici Giacomo Guadagnini – l’impresa riceverà l’assegnazione definitiva e firmerà il contratto, il cantiere, condizioni climatiche permettendo, si aprirà prima di questo Natale».
LA RICHIESTA Stanno per sorgere nuove case pubbliche, dunque. E quanto la fame di appartamenti sia sentita in città lo dimostra l’ultima graduatoria di assegnazione degli alloggi popolari, con oltre 250 famiglie in lista d’attesa. Quello che sta per scattare è il primo intervento di edilizia popolare dopo la costruzione degli alloggi, quattro anni fa, destinati agli abitanti del rione ex Campo Prigionieri. Il progetto di via Angioy cerca di coniugare il rispetto dell’ambiente alla necessità di dare un tetto a venticinque giovani coppie.
GLI EDIFICI I cinque edifici, ciascuno dei quali conterrà cinque alloggi dai 60 agli 80 metri quadrati, saranno infatti votati al risparmio energetico grazie, ad esempio, il sistema dei pannelli solari e delle raccolta e riciclo delle acque piovane, all’angolazione di spioventi e verande, all’utilizzo di vetri termoacustici. Le facciate principali delle palazzine saranno orientate verso sud ovest, in modo da catturare il più possibile la luce del sole. Il programma prevede, inoltre, la sistemazione a verde degli spazi fra i nuovi fabbricati, la messa a dimora di alberi, la creazione di una fascia attrezzata con una zona destinata a spazio giochi e un mini anfiteatro.
La creazione di questo nuovo piccolo rione continuerà non appena arriveranno dalla Regione altri due milioni di euro. Serviranno a realizzare, sempre nella stessa area, altri quattro edifici, la sistemazione dello storico campo sportivo Santa Barbara con la posa del manto in erba sintetica, la ristrutturazione degli spogliatoi e il rifacimento dei marciapiedi di via Mazzini. Fonte: Unionesarda

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