<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>carbonia.com</title>
	<atom:link href="http://www.carbonia.com/?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.carbonia.com</link>
	<description>L&#039;informazione su Carbonia e le notizie dal Sulcis</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 11:59:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Gli operai della Rockwool ce l’hanno fatta</title>
		<link>http://www.carbonia.com/?p=311</link>
		<comments>http://www.carbonia.com/?p=311#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 11:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carbonia.com/?p=311</guid>
		<description><![CDATA[[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.] Sono trascorsi troppi giorni, troppi mesi, tre anni tutti uguali, tutti con la stessa speranza timida, con la stessa scaramanzia che se arrivava una buona notizia avevi paura di dirlo e anche di scriverlo. Si sono &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.carbonia.com/?p=311">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://www.carbonia.com/?p=311">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>Sono trascorsi troppi giorni, troppi mesi, tre anni tutti uguali, tutti con la stessa speranza timida, con la stessa scaramanzia che se arrivava una buona notizia avevi paura di dirlo e anche di scriverlo. Si sono battuti in modo pacifico, originale, azzardiamo artistico. Hanno dato vita a una protesta che è diventata oggi anche un museo, il Rock-bus, dei quadri e dei video amatoriali belli, come sono belle le cose vere, quelle che non vogliono nascondere nulla, che mettono a nudo la realtà più sfacciata e drammatica.</p>
<div id="pos4">Quando scrivo la durata di un presidio mi piacerebbe che chi leggesse pensasse a cosa stava facendo, a chi era, a come è cambiata la propria vita dal 2009, perché tre anni sono tanti, sono faticosi. I lavoratori della Rockwool di Iglesias hanno trascorso 36 mesi così, in attesa, senza arrendersi, stanchi sempre, ma mai sconfitti. Grazie ai ragazzi del luogo impegnati nell’arte espressiva e sociale hanno raccontato un territorio, schiavizzato con le performance della Giuseppe Frau Gallery.</div>
<div id="pos5">Prima le miniere, poi le industrie senza materie prime, senza infrastrutture, lo Stato che fa sconti per l’energia e l’Europa che dice basta. E poi la cassa integrazione, data a pioggia perché l’elemosina senza dare risposte concrete è stata la politica degli ultimi 20 anni.</div>
<div id="pos6">Nel servizio qui sotto c’è il lieto fine, quello che difficilmente puoi raccontare nel Sulcis. L’intervista è stata fatta due settimane fa, ora la notizia è ufficiale, già a fine febbraio potranno tornare a lavorare. Questa volta la scaramanzia può essere messa da parte per lasciare spazio a un epilogo più unico che raro nel sud ovest dell’isola. Un posto di lavoro sicuro anche per i giovani e nelle bonifiche significa anche risanare un territorio avvelenato. Oggi possiamo sorridere, finalmente. [Claudia Sarritzu]</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carbonia.com/?feed=rss2&#038;p=311</wfw:commentRss>
		<slash:comments>34</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riflettori accesi sulla città dei minatori</title>
		<link>http://www.carbonia.com/?p=287</link>
		<comments>http://www.carbonia.com/?p=287#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 22:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carbonia.com/?p=287</guid>
		<description><![CDATA[Carbonia incassa i premi, fa scuola di recupero urbanistico e si prepara a festeggiare il prossimo compleanno della città con alcuni ospiti di lusso: i vertici della Commissione europea ai Beni culturali. Meglio di così la missione di Evora non poteva andare: nell&#8217;antica città nel cuore del Portogallo, recentemente promossa dall&#8217;Unesco città-museo, il sindaco Giuseppe &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.carbonia.com/?p=287">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carbonia  incassa i premi, fa scuola di recupero urbanistico e si prepara a  festeggiare il prossimo compleanno della città con alcuni ospiti di  lusso: i vertici della Commissione europea ai Beni culturali. Meglio di  così la missione di Evora non poteva andare: nell&#8217;antica città nel cuore  del Portogallo, recentemente promossa dall&#8217;Unesco città-museo, il  sindaco Giuseppe Casti e il presidente della Provincia (nonché ex  sindaco di Carbonia) Tore Cherchi, hanno ritirato il Premio europeo del  Paesaggio, edizione 2011, vinto dal capoluogo del Sulcis nell&#8217;ambito del  concorso indetto dal Consiglio d&#8217;Europa.<strong></strong></p>
<p>Il  premio consiste in una targa in trachite: pietra che Carbonia conosce  assai bene perché è stata utilizzata per costruire la città. Ma sono  decisamente beneauguranti gli scenari che adesso si apriranno grazie al  riconoscimento che, prima la Commissione nazionale del ministero ai Beni  culturali, poi il Consiglio d&#8217;Europa, hanno attribuito a “Carbonia  landscape machine”. È il nome del programma, o meglio: dell&#8217;insieme  delle azioni che in tutti questi anni sono state intraprese per  recuperare e valorizzare gran parte del patrimonio ex minerario,  tutelando l&#8217;impianto urbanistico e architettonico della cittadini  simbolo dell&#8217;industria del Novecento: «Questo premio ci onora &#8211; ha  sottolineato il sindaco Casti &#8211; e rappresenta un punto di partenza per  dare slancio alle nostre attività».  <strong>IL MODELLO</strong> Intanto “Carbonia  landscape machine” è diventato un modello per la rivalutazione di altre  aree urbane e industriali degradate. «Sigleremo &#8211; ha puntualizzato  Casti &#8211; un protocollo d&#8217;intesa con il ministero per portare avanti altre  attività di riqualificazione, parteciperemo a un convegno in Campania  in cui ci è stato chiesto di illustrare i tratti salienti delle nostre  attività, analogamente abbiano stretto contatti con docenti universitari  di Napoli». E il 18 dicembre, per il compleanno della città, il fiore  all&#8217;occhiello: «Al 90 per cento ospiteremo il presidente e il dirigente  della Commissione europea alla Cultura». Della missione ad Evora hanno  fatto parte anche l&#8217;ex assessore ai Lavori pubblici Giacomo Guadagnini,  l&#8217;urbanista Antonello Sanna e Alessandra Fassio, della Direzione  generale del ministero dei Beni culturali.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carbonia.com/?feed=rss2&#038;p=287</wfw:commentRss>
		<slash:comments>73</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fronte contro l&#8217;inquinamento</title>
		<link>http://www.carbonia.com/?p=283</link>
		<comments>http://www.carbonia.com/?p=283#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 06:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carbonia.com/?p=283</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;è chi chiede maggiori controlli ambientali, chi vorrebbe uno screening sanitario e chi invoca le bonifiche per provare a voltare pagina: ieri mattina, davanti alla sede della Provincia in via Argentiera, movimenti civici ed associazioni ambientaliste si sono dati appuntamento per un sit- in sull&#8217;emergenza ambientale nel Sulcis. Cartelli, striscioni (da Mortovesme a Gli indignati &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.carbonia.com/?p=283">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è  chi chiede maggiori controlli ambientali, chi vorrebbe uno screening  sanitario e chi invoca le bonifiche per provare a voltare pagina: ieri  mattina, davanti alla sede della Provincia in via Argentiera, movimenti  civici ed associazioni ambientaliste si sono dati appuntamento per un  sit- in sull&#8217;emergenza ambientale nel Sulcis. Cartelli, striscioni (da  <em>Mortovesme</em> a  <em>Gli indignati di Nuraxi Inquinus</em> ), bandiere e tanta voglia di far parlare di ambiente e salute.<br />
<strong></strong></p>
<p>I primi ad arrivare sono i “Carlofortini preoccupati”. «Nella nostra  isola non c&#8217;è nemmeno una centralina di monitoraggio per le sostanze  inquinanti &#8211; dice Salvatore Parodo &#8211; perché noi non rientriamo nell&#8217;area  ad alto rischio, eppure davanti a noi ci sono le ciminiere di  Portovesme: è ovvio che con particolari condizioni di vento, le  emissioni arrivino anche a Carloforte. Vogliamo solo sapere cosa  respiriamo».<br />
Gli ambientalisti a Carloforte sono davvero  preoccupati, tanto da aver commissionato analisi a proprie spese. « I  risultati sono sconcertanti &#8211; dice Salvatore Casanova &#8211; ad esempio  abbiamo i valori di cadmio 32 volte superiori alla norma». Anche Nuraxi  Figus ha la sua emergenza e infatti ieri mattina le bandiere  dell&#8217;associazione Adiquas erano in prima fila. «Dal &#8217;93, quando è stata  istituita l&#8217;area ad alto rischio, fino ad oggi ben poco è stato fatto &#8211;  dice Giancarlo Ballisai, presidente dell&#8217;associazione di Nuraxi- abbiamo  tante potenzialità nel turismo, nell&#8217;agricoltura, ma le bonifiche non  partono». Nella frazione gonnesina si contesta in particolare  l&#8217;innalzamento della discarica Carbosulcis deliberato dalla Regione  qualche mese fa.<br />
<strong></strong></p>
<p>«Vogliamo chiarezza  sulle analisi fornite dalla Carbosulcis in seguito ai superamenti &#8211; dice  Manuela Piras &#8211; anche l&#8217;Arpas ha messo in discussione il metodo  utilizzato e poi sono state eseguite dal responsabile di un laboratorio,  indagato per traffico di rifiuti nel processo. Vorremmo  chiarezza».  Maggiori controlli sulle emissioni chiedono anche da Cortoghiana: «Noi  siamo vicinissimi alla discarica della Carbosulcis &#8211; dice Adriano  Stagno, del Comitato di quartiere &#8211; eppure non c&#8217;è una centralina a  monitorare l&#8217;aria». Nel sit-in c&#8217;era anche Angelo Cremone, consigliere  provinciale di Portoscuso. «Può sembrare una contraddizione &#8211; dice  Cremone &#8211; ma ci sono cose con cui non sono d&#8217;accordo: ad esempio i  controlli sui fumi di acciaieria, gestiti completamente dalla Portovesme  srl che è controllore e controllata». Tra striscioni e cartelli ironici  e pungenti spunta anche una bandiera unica nel suo genere: è il Sulcis  raffigurato sulla bandiera europea, una creazione degli artisti della  Giuseppe Frau Gallery.<br />
<strong></strong></p>
<p>«Non siamo voluti mancare  &#8211; dice Davide Porcedda &#8211; perché siamo presenti in tutte le  manifestazioni in cui si promuove lo sviluppo del Sulcis». Dopo il  sit-in i manifestanti hanno incontrato l&#8217;assessore provinciale  all&#8217;Ambiente Carla Cicilloni. « Ci siamo confrontati chiarendo alcuni  aspetti &#8211; dice l&#8217;assessore &#8211; innanzitutto sull&#8217;autorizzazione alla  Carbosulcis la Provincia ha scelto una via restrittiva, autorizzando  solo uno degli anelli richiesti dalla società e sollecitando l&#8217;azienda  mineraria a concentrarsi sull&#8217;attività estrattiva. Sull&#8217;ubicazione delle  centraline di monitoraggio non possiamo intervenire perché sono di  competenza dell&#8217;Arpas». Fonte:Unionesarda</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carbonia.com/?feed=rss2&#038;p=283</wfw:commentRss>
		<slash:comments>40</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>«Il carbone? Ha un futuro»</title>
		<link>http://www.carbonia.com/?p=280</link>
		<comments>http://www.carbonia.com/?p=280#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 22:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carbonia.com/?p=280</guid>
		<description><![CDATA[A meno 400 metri, nelle gallerie dell&#8217;unica miniera di carbone attiva in Italia, a Nuraxi Figus, Susanna Camusso, segretaria nazionale della Cgil, rilancia la scommessa sull&#8217;oro nero del Sulcis. Lì, dove i minatori lavorano alla messa in sicurezza della parete di coltivazione in attesa che parta il nuovo taglio, risulta chiaro che la miniera vive &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.carbonia.com/?p=280">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A meno  400 metri, nelle gallerie dell&#8217;unica miniera di carbone attiva in  Italia, a Nuraxi Figus, Susanna Camusso, segretaria nazionale della  Cgil, rilancia la scommessa sull&#8217;oro nero del Sulcis. Lì, dove i  minatori lavorano alla messa in sicurezza della parete di coltivazione  in attesa che parta il nuovo taglio, risulta chiaro che la miniera vive e  può continuare a vivere.<br />
<strong></strong></p>
<p>«È attualissima la  discussione sul nucleare e sulle fonti alternative di approvvigionamento  energetico», dice la Camusso, con casco, tuta e scarponi d&#8217;ordinanza:  «Il carbone può e deve avere un futuro, legato alla ricerca e  all&#8217;innovazione tecnologica, che possano consentire di sfruttarlo nel  pieno rispetto dell&#8217;ambiente. Questa è il traguardo cui si deve  puntare». Susanna Camusso, accompagnata dal segretario regionale Cgil  Enzo Costa e da Salvatore Barone della segreteria nazionale (con i  tecnici della Carbosulcis a fare da ciceroni ), ha visitato il cantiere  nel sottosuolo dove i minatori, attraverso un moderno sistema di  bulloni, preparano un nuovo fronte.<br />
<strong></strong></p>
<p>La fatica del  lavoro a meno 400 si coniuga con la tecnologia, lo studio e la  progettazione, dalla coltivazione al taglio al trasporto in superficie  del carbone. «Un ambiente di lavoro assolutamente unico», commenta  Susanna Camusso mentre visita le gallerie. Sottoterra ci sono 30  chilometri di tunnel. Il nuovo taglio che tutti attendono speranzosi per  rilanciare la produzione dovrebbe partire per la fine di luglio. Ma la  sorte della miniera non si decide al buio caldo e umido dei meno 400.  Entro pochi mesi dovrà essere definito il progetto integrato e il bando  per l&#8217;assegnazione della concessione mineraria, preoccupandosi di avere  la benedizione Ue. Il segretario della Cgil, conclusa la visita in  miniera, ne ha discusso col direttore generale della Carbosulcis, Mario  Porcu, e la Rsu, impegnandosi a sollecitare il Governo per l&#8217;esame del  progetto Sulcis a Bruxelles.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carbonia.com/?feed=rss2&#038;p=280</wfw:commentRss>
		<slash:comments>33</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia di un ponte inutilizzato: abbandonato e pericoloso</title>
		<link>http://www.carbonia.com/?p=277</link>
		<comments>http://www.carbonia.com/?p=277#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 00:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carbonia.com/?p=277</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; diventato il ponte dei pericoli: camminarci significa dover scansare frammenti di vetro ed evitare di inciampare sulle assi sconnesse e marce. Avrebbe dovuto rappresentare una sorta di skyline sulla parte meridionale della città, un passeggiata fra palazzi e palazzine della città di fondazione, ed invece il nuovo ponte in ferro sul rio Cannas e &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.carbonia.com/?p=277">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; diventato  il ponte dei pericoli: camminarci significa dover scansare frammenti di  vetro ed evitare di inciampare sulle assi sconnesse e marce. Avrebbe  dovuto rappresentare una sorta di skyline sulla parte meridionale della  città, un passeggiata fra palazzi e palazzine della città di fondazione,  ed invece il nuovo ponte in ferro sul rio Cannas e la lunga passerella  sopraelevata che collega villa Sulcis all&#8217;area archeologica di Cannas di  Sotto non lo percorre nessuno.<br />
<strong></strong></p>
<p>Circa dieci anni  fa costò, nell&#8217;ambito del programma di riqualificazione urbana Rio  Cannas ancora in corso, circa un miliardo di lire. Soldi buttati per  un&#8217;opera che comprende anche un punto ristoro mai nato (il Comune non  riesce ad assegnarne la gestione) e lasciato in balia dei clochard: ci  dorme regolarmente un uomo senza fissa dimora a cui pochi giorni fa  alcuni teppisti hanno incendiato coperte e materasso. Fa da contorno una  piazzetta circondata dalle erbacce e presa puntualmente di mira dai  vandali. A queste condizioni, non deve assolutamente meravigliare se chi  deve attraversare il ruscello, preferisce passare sul vecchio e  sgangherato ponticello realizzato circa 60 anni fa. Per molti è  addirittura più sicura della nuova infrastruttura che è rimasta chiusa  per molti mesi: «Difficile camminare senza correre il rischio di cadere  ad ogni passo &#8211; accusa Emilio Murroni, pensionato “sorpreso” mentre  passa sul ponticello &#8211; quasi tutte le assi sono sconnesse e noi anziani  abbiamo difficoltà». Se il ponte e la passerella sono una trappola per i  pensionati, figurarsi per gli invalidi in sedia a rotelle: dopo le  rampe di accesso occorre fare i conti le assi ballerine, e alcune anche  marce, che rendono impossibile procedere se non sbalzi.<strong></strong></p>
<p>Di fatto è una barriera architettonica realizzata con i soldi pubblici:  «Di quel ponte è meglio non fidarsi &#8211; asserisce uno studente, Nicola  Loru &#8211; non sia mai che le tavole rovinate si stacchino». C&#8217;è, poi, chi  predilige il vecchio ponticello non solo per comodità (Luigi Cau,  pensionato, asserisce che «si risparmia tempo»), ma anche per questioni  affettive: «Questa nuova struttura in ferro e cemento &#8211; afferma Stefania  Antinori &#8211; è come un corpo estraneo e ora si rivela per giunta  pericolosa: l&#8217;idea della passerella era buona ma si sarebbe potuto  risparmiare denaro sistemando il ponticello che tutti preferiscono».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carbonia.com/?feed=rss2&#038;p=277</wfw:commentRss>
		<slash:comments>83</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>10.000 ganasce fiscali</title>
		<link>http://www.carbonia.com/?p=272</link>
		<comments>http://www.carbonia.com/?p=272#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 22:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carbonia.com/?p=272</guid>
		<description><![CDATA[Migliaia di imprese e di famiglie del Sulcis Iglesiente rischiano di vedersi sequestrare auto e mezzi agricoli. Lo spettro del fermo amministrativo di automezzi privati e aziendali aleggia su una marea di contribuenti di un territorio già profondamente segnato dalla crisi. La società di riscossione Equitalia sta, infatti, procedendo all&#8217;invio di circa diecimila preavvisi di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.carbonia.com/?p=272">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Migliaia di imprese e di famiglie del Sulcis Iglesiente rischiano di vedersi sequestrare auto e mezzi agricoli. Lo spettro del fermo amministrativo di automezzi privati e aziendali aleggia su una marea di contribuenti di un territorio già profondamente segnato dalla crisi. La società di riscossione Equitalia sta, infatti, procedendo all&#8217;invio di circa diecimila preavvisi di fermo amministrativo. Sono le cosiddette ganasce fiscali, ovvero il blocco amministrativo dei veicoli intestati al contribuente disposto come metodo di riscossione coattiva dei tributi non pagati.<br />
Si tratta di una nuova mazzata che sta per abbattersi sia sul popolo delle partite Iva (commercianti, artigiani, imprese agricole e di allevamento già prostrate dalla crisi del mercato e dalla pressione fiscale), ma anche (e sarebbero la maggior parte) su moltissime famiglie e cittadini che, in difficoltà economica, non hanno pagato bollette, multe o sanzioni.<br />
Il provvedimento riguarda i contribuenti del Sulcis Iglesiente dove sono attese dalle nove alle diecimila cartelle esattoriali: in tutto il territorio della ex Provincia di Cagliari ne sarebbero in arrivo circa 30 mila. Nel Sulcis, quasi la metà destinata alle imprese. La riscossione spetta alla società preposta, Equitalia, che chiaramente agisce non per volontà propria ma su input degli enti impositori che battono cassa nei confronti dei contribuenti morosi.<br />
Pertanto, quello che sta per accadere, e che in parte è già iniziato dato che le prime cartelle esattoriali sono già partite, rischia di aggravare la tensione sociale. L&#8217;inquietudine, emersa anche nel corso della recente diretta da Carbonia durante la trasmissione tv “Annozero”, è palpabile. Sono molte, infatti, le aziende e le società che verranno raggiunte dal provvedimento. Secondo alcune stime, nel solo Sulcis Iglesiente dovrebbero essere dalle tre alle quattromila. Fanno parte di quel popolo delle partite Iva che è sempre più in difficoltà nel pagamento dei contributi Inps, personali o dei dipendenti, dell&#8217;Iva, degli adempimenti connessi alla dichiarazione dei redditi. Una valanga di cartelle attese con preoccupazione e ansia dalle piccole imprese che, per superare la crisi, chiedono invece a Stato e Regione una moratoria fiscale e una dilazione dei pagamenti.<br />
Ipotesi presa in considerazione recentemente nel corso degli incontri a Cagliari fra gli amministratori del territorio (Provincia e Comuni) e le agenzie regionali di Equitalia, Entrate e Inps. Sono stati convocati attorno ad un tavolo per valutare le possibili misure da applicare per alleggerire la pressione fiscale.<br />
Moltissimi avvisi arriveranno invece a casa di semplici cittadini rimasti indietro, nonostante i solleciti, con i pagamenti di tributi e tasse: su tutte, la Tarsu e il bollo auto. In tanti non hanno ancora onorato contravvenzioni ricevute negli anni scorsi. Infine, molti altri ancora hanno smesso di rispettare i piani di rientro che avevano concordato per ripianare i debiti col fisco. Una minima parte delle morosità non è ovviamente riconducibile alla crisi ma a disattenzioni dei contribuenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carbonia.com/?feed=rss2&#038;p=272</wfw:commentRss>
		<slash:comments>85</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il metanodotto non dovrà invadere la palude dove nidificano diverse “specie prioritarie”</title>
		<link>http://www.carbonia.com/?p=270</link>
		<comments>http://www.carbonia.com/?p=270#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 22:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Galsi]]></category>
		<category><![CDATA[Metano]]></category>
		<category><![CDATA[Sulcis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carbonia.com/?p=270</guid>
		<description><![CDATA[Verrà spostato di diverse centinaia di metro il punto di approdo sulle coste del Sulcis del gasdotto Galsi. La decisione per tutelare l&#8217;oasi naturalistica del Rio Sassu. “Pollo sultano, 1- Galsi, 0”. La partita con il colosso multinazionale algerino-italo-tedesco che progetta di costruire il gasdotto da 1500 chilometri per fare arrivare in Toscana (via Sardegna) &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.carbonia.com/?p=270">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Verrà spostato di diverse centinaia di metro il punto di approdo sulle  coste del Sulcis del gasdotto Galsi. La decisione per tutelare l&#8217;oasi  naturalistica del Rio Sassu.</strong></p>
<p>“Pollo  sultano, 1- Galsi, 0”. La partita con il colosso multinazionale  algerino-italo-tedesco che progetta di costruire il gasdotto da 1500  chilometri per fare arrivare in Toscana (via Sardegna) il metano del  deserto algerino, si è chiusa con l&#8217;inaspettata vittoria del piccolo  pennuto. Per non disturbare l&#8217;habitat del Pollo sultano, che nidifica in  una palude alle foci del Rio Sassu, tra Giba e San Giovanni Suergiu, il  Galsi ha dovuto infatti rivedere i progetti spostando il punto di  approdo del gasdotto sulle coste del Sulcis.<br />
<strong></strong>In  questa battaglia alla Davide contro Golia, per la verità, il pollo  sultano non era solo. Volava in stormo con l&#8217;Airone rosso e decine di  altri volatili che anni fa l&#8217;Unione europea si era premurata di inserire  nell&#8217;elenco delle “specie prioritarie” dal salvaguardare in ogni modo  dal pericolo di estinzione. A perorare la loro causa sono stati gli  ambientalisti e, in particolare, Giuseppe Floris, ornitologo della Lipu  di Giba e attento osservatore di tutto ciò che accade nella vasto  complesso delle zone umide del Sulcis.<br />
«La palude di Rio Sassu &#8211;  spiega &#8211; è l&#8217;habitat nel quale approdano e nidificano decine di varietà  di uccelli migratori classificati tra le specie prioritarie da  salvaguardare: abbiamo chiesto che venissero rispettate le direttive  comunitarie che proteggono queste aree». Le ragioni di Floris e alleati  sono state sintetizzate nelle osservazioni al progetto nel corso della  Valutazione di impatto ambientale e hanno trovato un riscontro: tra le  prescrizioni allegate alla Via, sono state inserite quelle per tutelare   il pollo sultano e i suoi amici con le ali.<br />
<strong></strong>«Galsi ha rivisto il progetto, il gasdotto verrà spostato in maniera da  non attraversare la palude di Rio Sassu», conferma Sara Milanesi,  portavoce del consorzio. I lavori, inoltre, saranno effettuati in due  mesi e lontano dai periodi in cui gli uccelli della palude nidificano.  Per il pollo sultano una vittoria su tutti i fronti «Anche se non è  stato facile», puntualizza Floris. Senza mettere in dubbio la buona fede  del Galsi: «Siamo sensibili ai problemi ambientali, come dimostrano le  iniziative che in questo senso abbiamo promosso nel Sulcis», puntualizza  Sara Milanesi.<br />
<strong></strong>L&#8217;onore di Galsi è salvo, il pollo  sultano pure. Quanto al gasdotto i tempi si allungano. Quattro anni fa  Mohamed Yousfi, manager della Sonatrach, la società algerina che detiene  la maggioranza di Galsi, aveva annunciato l&#8217;apertura dei rubinetti del  gas per il 2012. Ma non è ancora arrivata l&#8217;autorizzazione unica  ottenuta la quale il consorzio dovrà decidere il finanziamento (due  miliardi di euro). Nel 2012, insomma, sarà tanto se inizieranno i lavori  che richiederanno dai due ai tre anni. Per vedere il metano bisognerà  aspettare almeno al 2015, salvo complicazioni. Fonta: Unionesarda.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carbonia.com/?feed=rss2&#038;p=270</wfw:commentRss>
		<slash:comments>39</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alcoa, dopo l&#8217;incidente guerra all&#8217;onda nera</title>
		<link>http://www.carbonia.com/?p=265</link>
		<comments>http://www.carbonia.com/?p=265#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 May 2011 04:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alcoa olio combustibile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carbonia.com/?p=265</guid>
		<description><![CDATA[Lotta senza sosta all&#8217;olio combustibile fuoriuscito dal serbatoio Enel mercoledì scorso. «I lavori &#8211; dicono dall&#8217;Enel &#8211; sono andati avanti incessantemente dal giorno dell&#8217;incidente e proseguiranno anche domani e nei giorni successivi. Stiamo procedendo con rigore e celerità, non c&#8217;è nessun rischio». Nello stabilimento dell&#8217;Alcoa, che ha le condotte dell&#8217;acqua piovana comunicanti con la centrale &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.carbonia.com/?p=265">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lotta  senza sosta all&#8217;olio combustibile fuoriuscito dal serbatoio Enel  mercoledì scorso. «I lavori &#8211; dicono dall&#8217;Enel &#8211; sono andati avanti  incessantemente dal giorno dell&#8217;incidente e proseguiranno anche domani  <em></em>e nei giorni successivi. Stiamo procedendo con rigore e celerità, non c&#8217;è nessun rischio».</strong><br />
<strong></strong></p>
<p>Nello stabilimento dell&#8217;Alcoa, che ha le condotte dell&#8217;acqua piovana  comunicanti con la centrale Enel, si continua a tenere d&#8217;occhio il  cielo, sperando che non piova troppo. Una parte delle condotte è  ostruita dall&#8217;olio solidificato e si teme che una pioggia abbondante non  possa essere smaltita. «Siamo preoccupati &#8211; dicono Bruno Usai e  Pierpaolo Gai, delegati della Fiom nella Rsu Alcoa &#8211; ma stiamo  constatando che i lavori procedono».<br />
<strong></strong></p>
<p>Ieri  pomeriggio su Portovesme è caduta qualche goccia (niente rispetto al  resto alle precipitazioni registrate nel resto dell&#8217;Iglesiente: i vigili  del fuoco hanno effettuato numerosi interventi, fra cui uno nella  chiesa di San Francesco che rischiava l&#8217;allagamento), ma non c&#8217;è stato  alcun disagio. «Gli operai stanno lavorando &#8211; conferma Massimo Cara,  delegato Cisl nella Rsu e per la sicurezza &#8211; certo rimane tutta la  nostra preoccupazione: dobbiamo solo sperare che non piova. Continueremo  a monitorare la situazione finché tutto tornerà alla normalità».<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>L&#8217;incidente si è verificato mercoledì di primo mattino: da un serbatoio  di servizio della centrale Enel “Portoscuso” sono fuoriusciti 150 metri  cubi di olio combustibile</strong>, in gran parte confluiti in apposite canale  di raccoglimento in cemento ma in parte finiti nelle condotte che  dovrebbero raccogliere l&#8217;acqua piovana. Sul luogo dell&#8217;incidente sono  intervenuti l&#8217;Arpas e i vigili urbani di Portoscuso, mentre la Guardia  costiera ha ispezionato la costa per escludere la presenza di perdite  d&#8217;olio in mare. Da allora è in azione una task force per ripulire tutta  l&#8217;area.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carbonia.com/?feed=rss2&#038;p=265</wfw:commentRss>
		<slash:comments>33</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Industrie, investimenti a lavoro zero</title>
		<link>http://www.carbonia.com/?p=262</link>
		<comments>http://www.carbonia.com/?p=262#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 00:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carbonia.com/?p=262</guid>
		<description><![CDATA[Prima i cassintegrati, poi i disoccupati. È talmente lunga la fila dei lavoratori finiti in cassa integrazione negli ultimi anni nel Sulcis, che i circa 500 nuovi posti in arrivo con gli investimenti Enel e Portovesme srl saranno in gran parte virtuali: prima saranno richiamati i lavoratori già in cassa integrazione a causa della infinita &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.carbonia.com/?p=262">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima  i cassintegrati, poi i disoccupati. È talmente lunga la fila dei  lavoratori finiti in cassa integrazione negli ultimi anni nel Sulcis,  che i circa 500 nuovi posti in arrivo con gli investimenti Enel e  Portovesme srl  saranno in gran parte virtuali: prima saranno richiamati  i lavoratori già in cassa integrazione a causa della infinita crisi  industriale, poi ci sarà spazio per i disoccupati, ma i posti che  resteranno disponibili non saranno che qualche decina.</p>
<p><strong></strong>Ai nastri di partenza nel Sulcis ci sono investimenti complessivi per  mezzo milione di euro: 200 milioni spenderà l&#8217;Enel per la costruzione  del<strong> parco eolico più grande di Italia</strong> nella galassia Enel, circa 80 i  dipendenti delle imprese che saranno impegnati nell&#8217;istallazione della  wind farm. Altri 300 milioni dovrebbe investire la Portovesme srl tra il  potenziamento degli impianti e il parco eolico; si stima che  complessivamente dovranno lavorare (a tempo determinato) altre 400  persone alle dipendenze delle imprese che realizzeranno gli interventi.  Ma in gran parte si tratterà di lavoratori già occupati oppure di  cassintegrati che saranno richiamati al lavoro. Lo spazio che resterà ai  disoccupati rischia di essere veramente esiguo. Insomma posti di lavoro  virtuali, ed ecco perché.<strong> </strong>«Tra le 60 e le 80 persone  saranno impegnate durante la realizzazione del parco eolico &#8211; dicono da  Enel &#8211; ma, ovviamente saranno le imprese che si aggiudicheranno gli  appalti a decidere quali lavoratori utilizzare all&#8217;interno del loro  organico. Sappiamo già, ad esempio, che l&#8217;azienda che ci fornirà le  pale, metterà a disposizione anche gli operai per assemblarle». Figure  professionali specializzate che nel Sulcis, per ovvi motivi, mancano. Ma  per tutti gli altri addetti, ad esempio nel campo della movimentazione  terra o delle opere edili, è plausibile che le imprese del territorio  prima richiamino a lavoro i dipendenti costretti a riposo forzato per  mancanza di commesse. Qualche nuova assunzione potrebbe esserci, ma non  saranno molte.</p>
<p>Alla <strong>Portovesme srl</strong>, dove a  breve dovrebbero aprire i cantieri per il potenziamento della produzione  di zinco, azienda e sindacati regionali con la Confindustria, hanno  messo nero su bianco le regole operative dei cantieri in cui saranno  impegnati per due anni 300 lavoratori. «Vista la crisi in atto, lo  spirito è stato quello di tutelare i lavoratori del territorio &#8211; spiega  Fabio Enne, segretario della Cisl &#8211; non possiamo prevedere quanti  cassintegrati e quanti disoccupati entreranno a lavoro. Saranno le  aziende che si aggiudicheranno le commesse a fare queste valutazioni: è  ovvio che se l&#8217;impresa che si aggiudica i lavori ha dei dipendenti in  cassa integrazione, prima farà rientrare loro a lavoro. Ma penso che ci  sia spazio anche per nuove assunzioni di disoccupati».<br />
Con una  postilla di non poco conto. Nelle ipotesi e nelle discussioni su  investimenti e assunzioni potrebbe spuntare anche una terza alternativa  affatto positiva. «Speriamo sempre che gli investimenti partano &#8211;  puntualizza Enne &#8211; perché se non si mette mano seriamente al decreto  sulle rinnovabili in discussione a Roma in questi giorni, altro che  cassintegrati o disoccupati: rischierebbe il posto di lavoro anche chi è  regolarmente occupato e ci troveremo alle prese con un problema  gigantesco».<strong> </strong>Fonte: Unionesarda</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carbonia.com/?feed=rss2&#038;p=262</wfw:commentRss>
		<slash:comments>82</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traffico di rifiuti radioattivi nei sottofondi stradali, due dirigenti della Portovesme srl scelgono il rito abbreviato.</title>
		<link>http://www.carbonia.com/?p=256</link>
		<comments>http://www.carbonia.com/?p=256#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 22:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[arsenico]]></category>
		<category><![CDATA[cadmio]]></category>
		<category><![CDATA[fluoruri]]></category>
		<category><![CDATA[Gap]]></category>
		<category><![CDATA[Giampaolo Puggioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lamberto Barca]]></category>
		<category><![CDATA[Larbi El Oualladi]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Vittoria Asara]]></category>
		<category><![CDATA[Monserrato]]></category>
		<category><![CDATA[nichel]]></category>
		<category><![CDATA[piombo]]></category>
		<category><![CDATA[Portoscuso]]></category>
		<category><![CDATA[Portovesme srl]]></category>
		<category><![CDATA[rame]]></category>
		<category><![CDATA[Selargius]]></category>
		<category><![CDATA[Serramanna]]></category>
		<category><![CDATA[Settimo San Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[solfati]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Puggioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnochem]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnoscavi]]></category>
		<category><![CDATA[zinco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carbonia.com/?p=256</guid>
		<description><![CDATA[Una lunga battaglia procedurale sulle parti civili quindi, poco prima delle 14, la decisione: tutti a giudizio. Saranno processati il 10 novembre dal Tribunale di Cagliari per traffico illecito di rifiuti pericolosi e nocivi l&#8217;amministratore unico della Tecnoscavi Massimo Pistoia, 49 anni, di Monserrato; il gestore della società Gap service srl Lamberto Barca, 59 anni, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.carbonia.com/?p=256">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carbonia.com/wp-content/uploads/2011/02/3671432551_0d891244fa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-257" title="Rifiuti Radioattivi" src="http://www.carbonia.com/wp-content/uploads/2011/02/3671432551_0d891244fa.jpg" alt="" width="300" height="299" /></a>Una  lunga battaglia procedurale sulle parti civili quindi, poco prima delle  14, la decisione: tutti a giudizio. Saranno processati il 10 novembre  dal Tribunale di Cagliari per traffico illecito di rifiuti pericolosi e  nocivi l&#8217;amministratore unico della Tecnoscavi Massimo Pistoia, 49 anni,  di Monserrato; il gestore della società Gap service srl Lamberto Barca,  59 anni, di Quartu; i dipendenti della Tecnoscavi Stefano Puggioni, 25  anni di Quartu, Giampaolo Puggioni, 60 anni di Quartu, Larbi El Oualladi  39 anni marocchino residente a Selargius; il socio e coordinatore  dell&#8217;area chimico-analitica del laboratorio di analisi Tecnochem srl  Danilo Baldini 54 anni di Iglesias.<br />
Processo decisamente più veloce  per il responsabile del sistema Gestione ambientale della <strong>Portovesme srl </strong> Aldo Zucca, 59 anni, di Cagliari, residente a Gonnosfanadiga, e la  responsabile della gestione rifiuti dello stabilimento Portovesme srl,  Maria Vittoria Asara, 40 anni, di Ozieri, residente a Sestu: hanno  scelto il rito abbreviato e compariranno davanti al gup il 10 maggio.<br />
Per  il resto ieri mattina, mentre Sardigna Natzione protestava davanti al  Palazzo di giustizia «contro i politici che hanno permesso lo  smaltimento simulato di rifiuti speciali fatti passare per materie  prime», il giudice ha ammesso come parti civili il Gruppo d&#8217;intervento  giuridico, gli Amici della terra, la Asl 8 di Cagliari, i comuni di  Portoscuso, Serramanna e Settimo San Pietro.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong></strong>Secondo  il pubblico ministero Daniele Caria, tra il 2005 e il 2007 dalla  Portovesme srl, la società che recupera metalli dai fumi si acciaieria,  sono partiti diecimila metri cubi, quindicimila tonnellate di rifiuti  con alte concentrazioni di arsenico, piombo, zinco, cadmio, rame,  nichel, solfati, fluoruri. Si tratta di rifiuti che non possono essere  smaltiti in Sardegna e che invece sono stati interrati in una cava delle  campagne di Settimo San Pietro, in località Su Paiolu, adibita al  recupero e all&#8217;estrazione di materiale per i sottofondi stradali, e in  una zona di miglioramento fondiario, a Trunconi, nel territorio di  Serramanna. Lì rifiuti sono stati miscelati con terre di cava e inerti  da demolizione frantumati per poi essere riutilizzati per la costruzione  di sottofondi stradali nei cantieri della Asl 8 di Cagliari, davanti  all&#8217;ospedale Businco e alla cittadella sanitaria di via Romagna.<br />
<strong></strong></p>
<p>L&#8217;accusa di traffico illecito di rifiuti è contestata a tutti gli  imputati ma Pistoia, Zucca, Barca e Baldini devono rispondere anche di  falso ideologico: <strong>su istigazione di Zucca e Barca, Baldini avrebbe  formato il certificato di analisi dei rifiuti contenente false  dichiarazioni su natura, provenienza e caratteristiche chimico-fisiche  dei rifiuti pericolosi costituiti dai fanghi delle vasche ex Enichem  dello stabilimento della Portovesme srl; quel certificato sarebbe stato  utilizzato anche da Pistoia per giustificare l&#8217;ingresso di rifiuti  pericolosi nell&#8217;impianto gestito dalla Tecnoscavi a Su Paiolu in agro di  Settimo San Pietro. </strong><br />
<strong></strong></p>
<p>L&#8217;indagine è partita da una  segnalazione ai carabinieri del Noe: dopo un sopralluogo a Sattimo San  Pietro i militari avevano intuito qualcosa di poco chiaro nello  stoccaggio  dei rifiuti. Avevano indagato e scoperto il traffico di  rifiuti pericolosi e nocivi che garantiva un doppio risultato:  cancellava la prova dello smaltimento illecito e consentiva la vendita  del materiale miscelato. La Portovesme srl in tre anni avrebbe lucrato  fra i 585.000 e i tre milioni e 600.000 mila euro grazie alla riduzione  dei costi aziendali di smaltimento regolare in una discarica  autorizzata.  <em>(mfch) Fonte: unionesarda.it<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carbonia.com/?feed=rss2&#038;p=256</wfw:commentRss>
		<slash:comments>42</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

