Feb 17 2008
Tuvixeddu

Foto di Enzo Finotti
A Firenze oggi si vota per decidere se far passare il tram in centro per eliminare gli autoveicoli. In Sardegna invece si discute se cementificare o meno il Colle di Tuvixeddu la più grande necropoli punica ancora esistente nel bacino del mediterraneo.
Sperare in polemiche, in cui si alzino così tanto i toni, è diventato per l’arte e l’archeologia una grande fortuna, perchè quando dei palazzinari del XXI secolo vogliono cancellare delle opere che vanno dal VI al III secolo a.C. dovrebbe scattare una rivolta. Invece la demagogia di Videolina riesce a dipingere questa vicenda come una sconfitta personale di Renato Soru che nell’emergenza (visto che una socità privata stava iniziando i lavori per fare delle palazzine) ha fatto nominare dall’assessorato una commissione che non è stata ritenuta idonea in quanto non vi erano esperti ambientali, ma persone con curriculum legati all’archeologia e alla storia. Ma se a Roma qualcuno recintasse il Circo Massimo per aprire un cantiere?
Il mio apprezzamento va a al Ministro dei Beni Culturali che a gennaio ha bloccato i lavori avviando le pratiche per l’esproprio di queste aree private da parte dello Stato, ma soprattutto a 59 professori che hanno firmato una lettera di sostegno alla Regione: Bruno Anatra, Gianfranco Tore, Giovanni Murgia, F. Atzeni, Sandro Maxia, Antonio Loi, Giovanni Ugas, Giancarlo Nonnoi, Luciano Marrocu, Anna Saiu Deidda, Franco Masala, Marisa Frongia, Simonetta Angiolillo, Luigi Leurini, Claudio Natoli, Antioco Floris, Cristina Lavinio, Roberto Coroneo, Patrizia Mureddu, Gian franco Nieddu, Antonietta Dettori, Ines Loi Corvetto, Laura Pisano, Antonio Trudu, Maurizio Trifone, Laura Sannia, Gabriella Da Re, Marinella Lorinczi, Barbara Fois, Massimo Arcangeli, Ignazio Putzu, Maria Sofia Casula, Nicoletta Da Crema, Antonella Marra, Franca Ortu, Placido Cerchi, Mariolina Falzari, Tonina Paba, Augusto Puxeddu, David Bruni, Maria Grazia Dongu, Franceso Asole, Andrea Maurizi, Gabriella Mazzon, Geoffrey Gray, Steve Buchledee, Marilisa Piga, Carlo Antonio Borghi, Felice Tiragallo, Elisabetta Marini,Tristano Gargiulo, Clara Incani, Mauro Pala, Nicoletta Puddu, Helmuth Moysich, Fabio Parascandalo, Angela Basso, Giovanna Caltagirone, Antonello Dessì.
Anni fa scoppiò la polemica ad Agrigento per villette con vista sui tempi. Pensavo che queste cose non sarebbero mai potute succedere in Sardegna.

9 Luglio 2008, ore 18:32
Come purtroppo mi accade spesso, in ambito Tuvixeddu Tuvumannu, trovo solo poca informazione, persone che usano il “salviamo” la necropoli dai “Palazzinari” come un vessillo in puro stile Don Chisciotte.
Quello che solitamente non viene MAI menzionato, é il diritto aquisito dai cosidetti “palazzinari” con l’ACCORDO DI PROGRAMMA siglato nell’ Agosto 2000, UN ACCORDO FIRMATO DALLA STESSA REGIONE OGGI TOTALMENTE INADEMPIENTE SULLA BASE DI UN DUBBIO PPR.
A questo punto E’ OPPORTUNO RENDERE NOTO QUANTO SEGUE: Con l’Accordo di programma, l’allora sindaco di Cagliari, Mariano Delogu, intendeva RIQUALIFICARE E SALVARE dall’oblio, dall’incuria e dalla spazzatura, una necropoli di pregio su cui TUTTI DISCUTEVANO, MA NESSUNO, e ripeto NESSUNO, faceva nulla.
Inutile tentare di far capire a chi vuole fare orecchie da mercante che sulla necropoli di Tuvixeddu NON SI COSTRUISCE NULLA.
Le odiate palazzine, sempre in base all’accordo di programma,sorgeranno su TUVUMANNU, versante opposto, che di necropoli non ha assolutamente nulla.
Proprio Tuvumanuu è stato,nel 1982, soggetto ad espropri perpetrati ai danni della famiglia Sotgiu,esprori, che hanno prodotto come risultato finale le palazzine di edilizia economico popolare di via Castelli, E UNA CAUSA INTRAPRESA DALLE SORELLE SOTGIU che si è conclusa con una condanna inflitta al comune di Cagliari pari a 40 MILIARDI DI VECCHIE LIRE.
Inutile dire che l’accordo di programma ebbe il pregio di dirimere la causa con le sorelle Sotgiu senza un tale esborso, CHE SI VERIFICHEREBBE QUALORA L’ACCORDO DI PROGRAMMA VENISSE A MANCARE O A CADERE.
Il problema oggi, sta nel fatto che sempre più persone SONO TOTALMENTE PLASMATE da chi insinua un pericolo per Tuvixeddu,un allarme “suonato” nel tentativo di creare rivolte finalizzate al raggiungimento di scopi personali e politici, in barba alle più elementari norme contrattuali del diritto.
Un mondo dove chi pensa a salvaguardare la necropoli, è il cattivo da linciare, e chi cerca di scavalcare le leggi e il diritto,calpestandolo con prepotenza ed illegalità, è osannato come un eroe.
E’ emblematica la sentenza del T.A.R. dell’ 8 febbraio 2008, oltre cento pagine che distruggono sotto ogni punto l’operato della Regione.
Un operato che mette in luce, più che la salvaguardia della necropoli, la manifesta intenzione di sotituirsi al progetto di Coimpresa, con un nuovo progetto ALTAMENTE LESIVO E DEPRECABILE, mediante il quale, LE TOMBE SAREBBERO COPERTE E VISIBILI SOLO GRAZIE ALLA REALTA’ VIRTUALE, un progetto dove i CAMPI DI PAPAVERI E GLI SKATE la fanno da padroni all’interno di un sito archeologico…..E POI SI PARLA DI TUTELA.
Ad ogni modo, se il Consiglio di Stato dovesse dare ragione a quelli che vengono definiti “i cattivi”, ovvero i “palazzinari”… sui Sardi e sulla Regione, si riverseranno le richieste plurimilionarie di danni avanzate da chi ha partecipato all’accordo di programma.
Il problema e’……SAREMO NOI SARDI A PAGARE PER I GRAVISSIMI ERRORI POLITICI.
Antonio