Carbonia incassa i premi, fa scuola di recupero urbanistico e si prepara a festeggiare il prossimo compleanno della città con alcuni ospiti di lusso: i vertici della Commissione europea ai Beni culturali. Meglio di così la missione di Evora non poteva andare: nell’antica città nel cuore del Portogallo, recentemente promossa dall’Unesco città-museo, il sindaco Giuseppe Casti e il presidente della Provincia (nonché ex sindaco di Carbonia) Tore Cherchi, hanno ritirato il Premio europeo del Paesaggio, edizione 2011, vinto dal capoluogo del Sulcis nell’ambito del concorso indetto dal Consiglio d’Europa.
Il premio consiste in una targa in trachite: pietra che Carbonia conosce assai bene perché è stata utilizzata per costruire la città. Ma sono decisamente beneauguranti gli scenari che adesso si apriranno grazie al riconoscimento che, prima la Commissione nazionale del ministero ai Beni culturali, poi il Consiglio d’Europa, hanno attribuito a “Carbonia landscape machine”. È il nome del programma, o meglio: dell’insieme delle azioni che in tutti questi anni sono state intraprese per recuperare e valorizzare gran parte del patrimonio ex minerario, tutelando l’impianto urbanistico e architettonico della cittadini simbolo dell’industria del Novecento: «Questo premio ci onora – ha sottolineato il sindaco Casti – e rappresenta un punto di partenza per dare slancio alle nostre attività». IL MODELLO Intanto “Carbonia landscape machine” è diventato un modello per la rivalutazione di altre aree urbane e industriali degradate. «Sigleremo – ha puntualizzato Casti – un protocollo d’intesa con il ministero per portare avanti altre attività di riqualificazione, parteciperemo a un convegno in Campania in cui ci è stato chiesto di illustrare i tratti salienti delle nostre attività, analogamente abbiano stretto contatti con docenti universitari di Napoli». E il 18 dicembre, per il compleanno della città, il fiore all’occhiello: «Al 90 per cento ospiteremo il presidente e il dirigente della Commissione europea alla Cultura». Della missione ad Evora hanno fatto parte anche l’ex assessore ai Lavori pubblici Giacomo Guadagnini, l’urbanista Antonello Sanna e Alessandra Fassio, della Direzione generale del ministero dei Beni culturali.
